giovedì 12 gennaio 2017

RECENSIONE: NON C’È NIENTE CHE FA MALE COSÌ di AMABILE GIUSTI


Cosa vi fa scegliere un libro piuttosto che un altro? La copertina? La Trama? La firma dell'autore? Una sensazione a pelle? Il consiglio di un'amica? Questa lettura per me è arrivata perché avevo iniziato così, tanto per ammazzare il tempo, devo dire che mai scelta fu più azzeccata!


TITOLO: NON C’È NIENTE CHE FA MALE COSÌ

AUTORE: AMABILE GIUSTI

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

CASA EDITRICE: SELF PUBLISHING

DATA D'USCITA: 13 APRILE 2015

AUTOCONCLUSIVO


Lei è Caterina, una giovane donna che all’età di sei anni ha visto infrangersi la propria infanzia. La persona più importante della sua vita l’ha abbandonata in modo tragico, lasciandole un’immensa ferita nascosta destinata a sanguinare per sempre. 
Undici anni dopo, Caterina non ha amici, è più matura della sua età, è troppo matura per la sua età. È strana, complicata, i compagni di scuola la osservano con compassione e sospetto e ha un pessimo rapporto anche coi suoi genitori. 
Poi, un giorno, inaspettatamente, come se il destino avesse deciso di rimescolare le carte, Caterina scopre il motivo di quel tragico evento lontano. In un diario ritrovato, legge una storia di cui non sapeva nulla, una rivelazione che alimenta in lei un viscerale desiderio di vendetta.
Lui è Marco, ha trentasei anni ed è un uomo deluso dalla vita. Si incontrano in una libreria, apparentemente per caso, ed entrambi si rendono subito conto che fra loro c’è qualcosa di profondo: un'attrazione, un’affinità, un’amicizia, o perfino di più? Come gestire un legame che travalica le previsioni e la prudenza e diventa sempre più importante?
Una storia incalzante, tra presente e passato, che parla di vite spezzate, segreti inconfessabili, peccati violenti, ed esseri umani imperfetti, mediocri, fragili e crudeli. Ma anche di amore: un amore inatteso, odioso e sublime, carnale e purissimo.


Chi mi conosce sa che purtroppo leggo molto poco di recente, e ammetto che esclusa qualche rara lettura che mi ha preso particolarmente le ultime purtroppo anche se carine non mi hanno lasciato granché, tant'è vero che ho aperto la pagina per farne una recensione, e quello che ne è uscito è stato quello che avete potuto leggere: niente.
Oggi però mi risulta difficile non dar voce ai pensieri scaturiti da questo romanzo, peraltro terminato come ai vecchi tempi nell'arco delle 48 ore, il che significa che si è trattato di una lettura appassionata e coinvolgente, e questo già ve lo posso anticipare.
Un'altra premessa è che di quest'autrice ho letto altri Contemporary Romance dai toni decisamente diversi rispetto a questo: Tentare di non amarti (RECENSIONE di Caterina) e Trent'anni e li dimostro, di cui vi parlerò a breve (spero), e devo dire che ogni lettura è stata un centro perfetto.


Oltre la premessa c'è la storia, quella che potete intravedere dalla sinossi. La storia ha molte voci, quelle di Caterina e Marco soprattutto, e lascia spazio a ogni personaggio: c'è la mamma, così rigida da non sembrare nemmeno una mamma che capiremo solo poi; c'è il papà, buono come solo un papà può essere; c'è Filo, l'amico improbabile che ti piomba addosso e non puoi scansarlo; c'è la signora Dattero, la vicina impicciona pronta a farsi i fatti tuoi perché una vita lei non ce l'ha, e tutti gli altri personaggi che non mi sento di nominare per non anticiparvi nulla.
Sappiate solo che ogni pezzo, ogni parola o pensiero pronunciato da ognuno tesserà la trama che è la tela di questo splendido romanzo. Sì, perché splendido è il termine che lo può descrivere se dovessi limitarmi ad usarne solo uno, ma aggiungo: intenso e mozzafiato, ti prende e arriva fino alle viscere senza darti tregua.


E proprio nessuna tregua, se non obbligata, il bisogno di leggere, di scoprire, di sentire, di conoscere. Di arrivare fino in fondo e sapere se davvero c'è una speranza. Se anche nella situazioni più contrarie, quelle che urlano a gran voce che non dovrebbe essere così, può nascere qualcosa di puro, di perfetto e meraviglioso. Vi starete chiedendo se l'ho trovato tutto questo? A voi l'ardua sentenza.


Un'altro, e ultimo, elogio lo voglio fare, perché non solo la storia, non solo i punti di vista ben architettati e alternati, non soltanto passato e presente che si scambiano battute, ma anche la scrittura, le descrizioni, tutto ha concorso a trasmettermi quello sensazioni che ancora non mi lasciano dopo che la lettura si è conclusa. Un punto in particolare è stato estremamente emozionante per me, si tratta di un momento particolarmente intenso tra Marco e Caterina, descritto in maniera sublime, che mi ha riportato a quel mio momento, e nella mia mente si fondevano le sensazioni, non è stato solo leggerlo, l'ho vissuto come fossi io lì, e che merita davvero di essere citato.

"Lui la toccò come se fosse la prima volta che toccava una donna, come se non avesse nessun passato.
Lei si sfilò quello che c’era da sfilare, e lo fissò con occhi da donna.
Lui le disse Dio quanto sei bella e gettò via la giacca del tight e tutto il tight.
Lei lo guardò senza che i suoi occhi fossero tentati da altre direzioni.
Lui la guardò che lo guardava. Quando la sfiorò sul serio, dopo che i propri polpastrelli impararono il suo corpo anche a occhi chiusi, concesse lo stesso sollievo anche alla bocca.
E quando lei disse semplicemente adesso, un adesso più seducente di mille contorte parole, lui seppe di aver perso tanto, fino ad allora, e di aver vissuto come uno che nasce dimezzato e non fa nulla per trovare i pezzi mancanti. Come uno che non conosce tutte le emozioni, che ha un bagaglio ridotto, leggero, e viaggia sul vagone dei turisti per caso."

Insomma, per me fila dritto nella #top10 alla classifica delle migliori letture, e se ancora qualche dubbio vi teneva alla larga, direi che è giunto il momento di abbandonarlo e leggere questo libro bellissimo.


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