martedì 7 giugno 2016

SILENCE "Moments of Silence Series" di NATASHA PRESTON


Salve Readers, la recensione di oggi è su un libro di recentissima pubblicazione. Il primo di una serie Young Adult molto toccante. 
Lo ha letto e recensito per noi Caterina andiamo a scoprire quali sono le sue impressioni.

TITOLO: SILENCE

SERIE: MOMENTS OF SILENCE #1

AUTORE: NATASHA PRESTON

GENERE: YOUNG ADULT

EDITORE: NEWTON COMPTON

DATA D'USCITA: 01 GIUGNO 2016

Serie Moments of Silence:
1. Silence
2. Broken Silence
3. Players, Bumps and Cocktail Sausages
3.5 Silent night


Oakley Farrell è chiusa nel silenzio da undici anni. All’età di cinque ha smesso di parlare, e nessuno sa perché, anche se l'ipotesi più probabile è che abbia subito un trauma, dato che dal punto di vista fisico non sembra avere niente che non vada. Nonostante gli sforzi della sua famiglia per risolvere il problema, da allora Oakley comunica solo con piccoli gesti e se ne sta rinchiusa in un mondo tutto suo. A scuola viene esclusa e presa in giro dagli altri ragazzi. Ha un solo amico, Cole Benson, che la conosce fin da quando erano entrambi molto piccoli e le è rimasto sempre accanto, perché per lui Oakley è perfetta così com’è. Nel corso degli anni hanno costruito una loro personale versione dell’amicizia. Ma funzionerà ancora quando inizieranno ad avvicinarsi sempre di più? E quando Oakley sarà costretta ad affrontare una persona che arriva dal suo passato, riuscirà ancora a mantenere il suo segreto?







Come abbiamo già detto questo è il primo volume di una serie, i due protagonisti di questo romanzo e del prossimo sono Oakley Farrell e Cole Benson. Dico da subito che, soprattutto in questo caso, per avere un quadro completo della situazione e dare un giudizio dovremmo aver letto entrambi i libri, ma non abbiamo ancora una data d'uscita per il secondo, peccato.



La trama della casa editrice è abbastanza completa così come esposta. E' una storia dolce-amara che descrive come una ragazzina cerchi di tener nascosto un segreto che l'ha devastata allo scopo di tener insieme la sua famiglia, in nome dell'amore che prova per loro. L'unica soluzione che trova è rinunciare a quello che secondo lei potrebbe mettere in pericolo tutto e così smette di parlare e di comunicare se non a gesti. 
Oakley non parla dall'età di 5 anni, e proprio per questo suo problema è vittima di bullismo a scuola, le sue uniche ancore di salvezza sono Cole, il suo migliore amico, e il fratello Jasper (che risulta tra l'altro un personaggio non protagonista molto interessante).
Sin da subito si avverte e si vive il forte legame che intercorre tra Cole e Oakley, è sicuramente chiaro da subito che per entrambi non è solo amicizia.
Ho divorato questo libro, la lettura è scorrevole, mai pesante, i personaggi fanno una tenerezza infinita, non puoi non adorarli, Cole per la sua dolcezza, la sua protettività, il suo romanticismo, ogni suo gesto è un inno all'amore. E Oakley per la sua forza di carattere e la sua voglia di vivere malgrado tutto.
Quello che mi fa vacillare invece, sono i temi trattati. Veramente molto delicati e difficili da approcciare anche per un esperto del settore, parliamo di bullismo ma soprattutto di abuso su minori.



Si intuisce subito qual è il trauma di Oakley, quindi non rischio di svelare nulla di più di quello che si legge tra le righe sin dalle prime pagine. Quello che tiene sul filo del rasoio è capire cosa esattamente è successo e il coinvolgimento dei personaggi nella vicenda.
Ora la prima cosa che ci si chiede è, sarà il caso di trattare un argomento simile in un romanzo d'amore? E soprattutto, qual è il modo giusto per farlo?.
L'autrice ha scelto una strada sicuramente facile, è molto delicata, per tutto il libro ci si immagina quello che può essere successo a Oakley, qual è il trauma che l'ha costretta a non parlare per la bellezza di 11 anni. 
Lei ora ha quasi 16 anni, quindi il calcolo da fare è molto rapido. Il motivo non è mai espresso chiaramente, anche se i pensieri di Oakley e le sue paure guidano il lettore verso un'unica strada. Ma nulla è mai espresso chiaramente. 
Quello che cerco di dire è che l'argomento viene trattato in minima parte, fa da sfondo, è come una nuvola nera che incombe per tutto il libro, e preannuncia la tempesta che scoppierà da un momento all'altro senza preavviso. Naturalmente tutto questo crea attesa, suspense e intensità.
Chi mi conosce sa che amo i personaggi ben delineati, bè, a questi sicuramente non manca passione, convinzione e la partecipazione emotiva che occorre al lettore per entrare nella storia e provare empatia. Sono molto coinvolgenti ed espressivi, anche se spesso mi sono chiesta se Oakley non necessitasse di momenti di disperazione più intensa. Quando un personaggio non parla c'è bisogno di spingere le emozioni al massimo per poterlo capire, e in questo caso la situazione acuisce ancor di più la necessità che questo avvenga. In realtà, forse, per assurdo, l'elemento emozionale trainante in questo caso è Cole. Forse perchè l'autrice temeva che spingendo troppo su Oakley avrebbe rischiato di non saper gestire la situazione?  



Le domande che inevitabilmente ci si pongono sono su Oakley e su di lei si dovrebbe lavorare di più, naturalmente avendo delle conoscenze in merito. Come si supera o si cerca di superare una situazione del genere? Si può semplicemente aggrappandosi ad una persona vicina riuscire a superarla e trovare la forza per andare avanti? Come reagirebbe una vittima di quell'età con a fianco ancora il suo aguzzino? Si può per 11 anni reggere un tale peso senza parlarne con nessuno e riuscire a non dare di testa? Insomma, le domande che ci si pone sono tante e le spiegazioni finali sono blande, il minimo indispensabile.
Da qui la mia problematica nel giudicare solo il primo volume, la possibilità che nel secondo si cambi registro è fortissima. Quindi in questo sicuramente manca qualcosa, ma insieme al secondo potrebbe essere perfetto, oppure potrebbe venir rovinato.
Il finale così è troppo brusco e il cliffhanger devastante. 
Per concludere, lo consiglierei nella maniera più assoluta, ma personalmente potendo tornare indietro lo leggerei solo con in mano il seguito. Le emozioni non si possono spezzare e in questo caso la continuità è d'obbligo e il finale così com'è al momento, anche se parziale, sembra tirato via.





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